I Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 hanno acceso i riflettori su infrastrutture all'avanguardia, tra cui spiccano i rinnovati trampolini di Predazzo. La realizzazione di queste strutture, alte fino a 30 metri in un ambiente alpino complesso, ha richiesto soluzioni ingegneristiche avanzate, che garantissero elevata capacità di carico, massima sicurezza e tempi di esecuzione rapidi. Un esempio di come l'innovazione costruttiva possa superare le sfide poste dalla natura per eventi di portata globale.
Il cantiere di Predazzo, cuore pulsante dell'eccellenza sportiva, ha visto la trasformazione dello Stadio del Salto Giuseppe Dal Ben, ora pronto ad accogliere atleti e pubblico in una veste completamente modernizzata. Questo intervento ha permesso di dotare l'area di due nuovi trampolini e di una torre per i giudici, un'opera strategica non solo per le competizioni olimpiche, ma anche per lasciare un'eredità duratura al territorio, dimostrando l'importanza di un approccio integrato tra tecnologia e rispetto dell'ambiente.
L'Ingegneria Alpina per le Piste Olimpiche
Le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026 hanno dato vita a un progetto infrastrutturale ambizioso e di grande impatto: la riqualificazione dello Stadio del Salto Giuseppe Dal Ben a Predazzo. In questo contesto alpino, caratterizzato da pendenze significative e spazi operativi ristretti, l'intervento ha previsto la costruzione di due nuovi trampolini, HS143 e HS109, e di una torre dedicata ai giudici. Questa operazione, iniziata con la demolizione delle strutture preesistenti e il consolidamento del versante, ha richiesto un'attenta pianificazione e l'impiego di soluzioni costruttive innovative. La collaborazione con Doka, fornitore di sistemi per opere provvisionali come le torri di sostegno Staxo 100 e le travi H20, è stata fondamentale per affrontare le complessità logistiche e tecniche del cantiere, assicurando l'integrità strutturale e la sicurezza in ogni fase del progetto.
Il cantiere di Predazzo, posizionato nel suggestivo scenario delle Dolomiti, ha rappresentato una sfida ingegneristica notevole. L'ambiente montano, con le sue forti pendenze e i limitati spazi di manovra, ha imposto l'adozione di metodologie costruttive precise e l'uso di attrezzature specializzate. Le lavorazioni sono state eseguite da monte verso valle, con la realizzazione di murature a doppia lastra e getti di completamento, oltre a solai tipo predalles poggianti su carpenteria metallica. Le torri Staxo 100 di Doka si sono dimostrate essenziali per sostenere strutture con ampie luci e per le lavorazioni a sbalzo fino a 30 metri di altezza. La loro elevata capacità portante, modularità e rapidità di montaggio sono state decisive per ottimizzare le operazioni e rispettare il cronoprogramma, garantendo l'efficienza e la sicurezza necessarie per un'opera destinata a ospitare un evento di rilevanza mondiale.
Innovazione Tecnologica e Collaborazione Strategica nel Cantiere
Il successo del progetto di Predazzo non è stato solo il risultato di tecnologie avanzate, ma anche della stretta collaborazione e del supporto tecnico continuo fornito da Doka. L'azienda ha affiancato l'impresa esecutrice non solo nella fornitura dei materiali, ma anche nelle scelte progettuali relative alle opere provvisionali, adattando le soluzioni alle esigenze specifiche e impreviste che si presentavano in corso d'opera. Questo approccio integrato, che ha visto la fusione tra progettazione accurata, sistemi di casseratura all'avanguardia e un'organizzazione efficiente del cantiere, ha permesso di mantenere elevati standard di sicurezza per tutti gli operatori e di assicurare la continuità delle lavorazioni, nonostante le difficoltà ambientali.
Le torri Staxo 100, con la loro notevole capacità di carico e la flessibilità di configurazione, hanno giocato un ruolo cruciale nella gestione delle fasi più delicate e complesse del cantiere. La capacità di Doka di offrire un'assistenza tecnica costante ha facilitato l'ottimizzazione delle operazioni di montaggio e smontaggio, migliorando l'efficienza complessiva del cantiere. Questa sinergia tra tecnologia e competenza umana ha consentito di superare le sfide poste dall'ambiente montano e di realizzare un'infrastruttura di eccellenza. I trampolini di Predazzo, protagonisti delle gare olimpiche, rappresentano oggi un simbolo di come soluzioni costruttive innovative possano contribuire alla creazione di impianti sportivi complessi, unendo ingegneria avanzata, sicurezza e una visione a lungo termine per il futuro del territorio e delle grandi competizioni internazionali.