Il ritorno al cinema de "I pugni in tasca": l'opera prima di Bellocchio in versione integrale restaurata

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Il cinema italiano, pur talvolta oggetto di critiche, ha recentemente offerto opere di grande valore riconosciute globalmente. Tra queste, spicca in modo particolare un classico che ha profondamente segnato la settima arte nazionale: l'opera prima di Marco Bellocchio, intitolata 'I pugni in tasca'. Questa pellicola, datata 1965, si ripresenta sul grande schermo in una versione completa, per celebrare il suo sessantesimo anniversario a partire dal 23 marzo. L'iniziativa, promossa da Cat People Distribuzione in sinergia con Cinematocco, riporta alla luce un tassello fondamentale della nostra cinematografia.

Riconosciuto tra i '100 film italiani da salvare' e insignito del Nastro d'argento per il Miglior soggetto nel 1966, 'I pugni in tasca' aveva già conquistato, l'anno precedente, la Vela d'argento per la Miglior regia al Festival del cinema di Locarno. Il restauro meticoloso, curato dalla Cineteca di Bologna con il supporto di Kavac Film e il patrocinio di Giorgio Armani, ha permesso di reintrodurre una scena cruciale: il bacio tra fratello e sorella, che era stato omesso nella versione originale del 1965. Questo elemento ripristinato amplifica ulteriormente l'impatto trasgressivo del film, il quale, ancora oggi, riesce a turbare lo spettatore con la medesima energia e la stessa furia autodistruttiva che lo contraddistinguevano all'epoca della sua creazione.

Ambientato nelle desolate province piacentine, il lungometraggio di Bellocchio esplora le dinamiche familiari come un crogiolo di tensione, oppressione e violenza latente. Con uno stile asciutto e un ritmo incalzante, la narrazione evita ogni edulcorazione del malessere, estendendo lo sguardo dalla sfera intima a quella di un conformismo autoritario, cieco e aggressivo. Questa atmosfera opprimente e claustrofobica avvolge il pubblico fino alla sequenza finale, dove Alessandro, il giovane protagonista epilettico, elabora un piano drastico per liberarsi della madre non vedente e dei fratelli, percepiti come ostacoli alla sua indefinita autorealizzazione. La sua ribellione, più auto-distruttiva che liberatoria, conduce l'intera famiglia e lui stesso a un epilogo inevitabilmente tragico.

La visione di 'I pugni in tasca' è un'esperienza che trascende il semplice intrattenimento, offrendo una profonda riflessione sulla natura umana e sui legami familiari. Quest'opera, con la sua inalterata capacità di provocare e scuotere, ci ricorda come l'arte possa esplorare gli abissi dell'animo umano, stimolando una continua introspezione e un dialogo costante tra passato e presente. È un invito a confrontarsi con le proprie ombre e a riconoscere la forza di una cinematografia che non teme di affrontare le complessità dell'esistenza, lasciando un'impronta indelebile nella coscienza collettiva.

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