La Torta del Presidente: Una Favola Sotto il Regime di Saddam

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Il film d'esordio del regista iracheno Hasan Hadi, intitolato "La Torta del Presidente", ha ricevuto il prestigioso riconoscimento della Caméra d'Or all'ultimo Festival di Cannes, oltre al Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs. Quest'opera cinematografica, che arriverà nelle sale il 19 marzo distribuita da Lucky Red, offre una prospettiva toccante sulla storia irachena degli anni '90, ambientata durante il regime di Saddam Hussein. Attraverso gli occhi innocenti dell'infanzia e una narrazione curata, il film dipinge un affresco della vita quotidiana in quel periodo.

La trama si svolge in poco più di ventiquattro ore, iniziando con la descrizione della povertà diffusa e della miseria in cui versava il popolo iracheno sotto il regime autoritario di Hussein, aggravata dalle sanzioni economiche imposte dall'ONU dopo la Guerra del Golfo. Il racconto si concentra su due bambini a Baghdad. Lamia, una bambina di nove anni che vive in una modesta abitazione lungo le paludi mesopotamiche con la nonna, si trova di fronte a un compito inaspettato: preparare una torta per celebrare il compleanno del presidente, un obbligo imposto a tutte le scuole del paese. Nonostante le difficoltà e le preghiere della nonna, Lamia viene sorteggiata. Incapace di adempiere al compito da sola, e spaventata all'idea di essere lasciata con una sconosciuta in città, fugge con il suo gallo, determinata a trovare gli ingredienti necessari. Nel suo viaggio, incontra Saeed, un compagno di scuola, che si unisce a lei in questa impresa. Hadi orchestra un racconto bilanciato, intimo e commovente, pur mantenendo un tono quasi epico, che si inserisce nella drammaticità della realtà di un paese sofferente. La tragedia del regime e le sue conseguenze sono filtrate attraverso la forza e l'ingenuità dei due giovani protagonisti, che affrontano le loro vicissitudini come una singolare avventura, dove il pericolo, pur concreto, assume un aspetto quasi giocoso e infantile.

"La Torta del Presidente" si distingue per l'abilità nel fondere due registri narrativi: la leggerezza quasi fiabesca delle vicende dei bambini si alterna a uno sguardo crudo e realistico sul contesto storico. I dialoghi, semplici e dolci come quelli di un bambino, rivelano la gravità del dramma che li circonda. I giovani attori, Baneen Ahmed Nayyef e Sajad Mohamad Qasem, interpretano Lamia e Saeed con un sorprendente realismo, esprimendo una gamma di emozioni dalla gioia alla frustrazione. La loro performance è misurata, priva di eccessi, rendendo la loro avventura commovente e universale. La regia di Hadi evita la facile commozione, valorizzando invece l'autenticità dei personaggi. Il film adotta una fotografia nitida, curata da Tudor Vladimir Panduru, che cattura un ambiente povero e rurale, ricco di dettagli poetici, accompagnando le sfumature emotive della storia. Il sound design, evocativo, arricchisce ulteriormente l'esperienza sensoriale. Questa pellicola rappresenta una forte critica al regime dittatoriale di Saddam Hussein, ma lo fa con una delicatezza inaspettata. Senza narrare esplicitamente cause ed effetti, Hadi restituisce la sincera percezione di chi, pur vivendo un dramma, non ne ha piena consapevolezza. Questo approccio rende il messaggio politico ancora più potente. Il film destruttura il fatalismo culturale e il fanatismo della propaganda, trasformandoli in un serio gioco infantile che insegna il valore della vita stessa. Dopo il successo a Cannes, "La Torta del Presidente" è stato scelto dall'Iraq per la candidatura agli Oscar 2026, rientrando nella shortlist, e ha ottenuto un ampio consenso dalla critica internazionale.

Questo film va oltre la semplice narrazione di formazione a sfondo politico. L'approccio profondamente naturalistico adottato da Hadi lo avvicina al neorealismo italiano, richiamando la poetica dell'infanzia presente nelle opere di De Sica e Rossellini, e trovando affinità con registi come Abbas Kiarostami e Jafar Panahi, o con la profondità narrativa di Khaled Hosseini. Con la sua eleganza, delicatezza e, al contempo, la sua forza devastante, "La Torta del Presidente" riesce a tradurre la critica politica in un linguaggio fiabesco, mantenendo un solido ancoraggio alla realtà. È un'opera che, attraverso la purezza dello sguardo infantile, svela le complessità e le atrocità di un'epoca, invitando alla riflessione sull'importanza della resilienza e della speranza anche nelle circostanze più avverse. La sua capacità di suscitare emozione e consapevolezza, senza mai cadere nella retorica, lo rende un inno alla dignità umana e alla forza dello spirito, capace di fiorire anche sotto un cielo oppresso.

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