Il Museo Nazionale del Cinema di Torino si prepara a celebrare una delle figure più emblematiche della settima arte con un'esposizione straordinaria. Dal 1° aprile al 5 ottobre 2026, la mostra intitolata 'My Name Is Orson Welles' offrirà al pubblico un'immersione profonda nell'universo creativo del geniale cineasta, attore e innovatore. Questa retrospettiva, realizzata in stretta collaborazione con la Cinémathèque française, promette di svelare aspetti inediti della vita e dell'opera di Welles attraverso un'ampia collezione di materiali originali.
L'esposizione vanta oltre 400 reperti mai esposti prima, tra cui sceneggiature autografe, fotografie rare, disegni e documenti d'archivio. Attraverso questi preziosi manufatti, la mostra ripercorre la carriera di Welles, evidenziando la sua visione d'artista totale e la sua incessante ricerca di nuove forme espressive. Dai suoi capolavori riconosciuti, come 'Quarto Potere', alle sue sperimentazioni più audaci, il percorso espositivo esplora il tema ricorrente del confine tra realtà e illusione, elemento distintivo della sua poetica. L'allestimento inizia nell'Aula del Tempio, dove tre schermi sospesi a 18 metri d'altezza proiettano la celebre sequenza degli specchi da 'La signora di Shanghai', creando un'esperienza visiva coinvolgente. Proseguendo, un'installazione dedicata a Rosebud, il simbolo iconico di 'Quarto Potere', trasporta i visitatori nel mondo del film, mentre una sezione allestita come lo studio radiofonico della RKO ricorda la celebre trasmissione de 'La guerra dei mondi' del 1938. La mostra si articola lungo la rampa elicoidale del Museo, suddivisa in cinque sezioni tematiche che delineano l'evoluzione artistica di Welles, dalla sua giovinezza di 'Wonder Boy' ai periodi successivi, in Europa e oltre, mostrando la complessità di un artista inclassificabile e sempre all'avanguardia. Frédéric Bonnaud, direttore della Cinémathèque française, sottolinea come la cornice della Mole Antonelliana sia ideale per una figura della statura di Welles, che fu un'autentica incarnazione del cinema e che avrebbe sicuramente apprezzato l'omaggio in uno dei suoi paesi d'elezione, l'Italia. Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema, ha evidenziato l'importanza della collaborazione con la Cinémathèque française, che ha permesso di realizzare un progetto di alto valore culturale, continuando a preservare e raccontare la storia del cinema con un'attenzione particolare alle nuove generazioni. Questa sinergia conferma l'impegno delle due istituzioni nel promuovere la cultura cinematografica e nel rendere accessibile al pubblico l'eredità di maestri come Orson Welles.
L'iniziativa non è solo un tributo a un gigante del cinema, ma anche un'opportunità per riflettere sulla capacità dell'arte di trascendere i confini del tempo e dello spazio, offrendo sempre nuove prospettive e ispirando le future generazioni a esplorare l'innovazione e la creatività in ogni forma di espressione. La mostra celebra il coraggio di Welles di sfidare le convenzioni e di perseguire una visione artistica senza compromessi, un esempio che continua a risuonare nel panorama culturale contemporaneo, ricordandoci il potere trasformativo della narrazione.