L'arteriopatia obliterante periferica (PAD) rappresenta una condizione cardiovascolare insidiosa e diffusa, che coinvolge l'ostruzione delle arterie degli arti inferiori. Nonostante la sua ampia prevalenza, spesso viene sottovalutata a causa della sua natura inizialmente asintomatica. Questa patologia, popolarmente definita "malattia delle vetrine", può avere esiti gravi, inclusa l'invalidità e la necessità di amputazione, se non identificata e gestita per tempo. L'incremento dei casi è un campanello d'allarme che sottolinea l'importanza di una maggiore consapevolezza e di interventi preventivi mirati.
A livello mondiale, circa 200 milioni di persone sono affette da questa patologia, con un'incidenza che si attesta intorno ai 40 milioni solo in Europa. In Italia, la prevalenza nella popolazione adulta, in particolare negli individui sopra i 40 anni, si aggira intorno al 10%, mostrando un trend di crescita preoccupante. Sebbene colpisca più frequentemente gli uomini, la differenza di genere si attenua con l'avanzare dell'età. L'incidenza aumenta drasticamente dopo i 65 anni, raggiungendo il suo culmine oltre gli 80. Negli ultimi dieci anni, si è registrato un aumento del 23% dei casi, una tendenza che si prevede continuerà a salire, soprattutto a causa dell'aumento dei pazienti diabetici e fumatori, e dell'invecchiamento generale della popolazione.
La pericolosità della PAD risiede spesso nella sua presentazione silenziosa. Il professor Giovanni Esposito, ex presidente della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE), sottolinea come i sintomi chiari siano spesso assenti e come la ricerca di una sintomatologia mascherata non sia una pratica routinaria tra i medici. Quando i segnali clinici si manifestano, il più caratteristico è la "claudicatio intermittens", un dolore intenso agli arti inferiori che si manifesta durante l'attività fisica, specialmente in salita o dopo aver percorso determinate distanze. Questo dolore, inizialmente percepito come un senso di pesantezza, può evolvere in un crampo acuto, alleviandosi solo con il riposo. Da qui l'origine del nome comune "malattia delle vetrine", che descrive la necessità di fermarsi frequentemente, simulando l'atto di osservare le vetrine dei negozi.
L'origine della PAD risiede nell'aterosclerosi, un processo di ispessimento e indurimento progressivo delle pareti dei vasi sanguigni che porta all'ostruzione delle arterie degli arti inferiori. Il medico specializzato in angiologia medica, Gianfranco Lessiani, evidenzia come la patologia sia strettamente correlata all'età avanzata e all'esposizione a fattori di rischio noti, quali diabete, ipertensione, ipercolesterolemia e fumo. Le cause sono molteplici e includono una componente genetica, come la predisposizione familiare all'ipercolesterolemia, e fattori legati allo stile di vita, come la sedentarietà e una scarsa attenzione alla prevenzione cardiovascolare.
La diagnosi precoce è cruciale nella gestione della PAD. Il primo strumento diagnostico è l'indice caviglia/braccio, un esame semplice e non invasivo che confronta la pressione arteriosa misurata al braccio con quella rilevata alla caviglia. Differenze significative in questi valori possono indicare un campanello d'allarme. In presenza di un sospetto, il passo successivo è l'EcoColorDoppler, che offre una valutazione più dettagliata della circolazione sanguigna negli arti inferiori. Una volta diagnosticata, la gestione della PAD si articola su più fronti, a partire dalla modifica degli stili di vita: eliminazione del fumo, controllo della pressione arteriosa e del diabete, e l'adozione di un programma di attività fisica regolare. Dal punto di vista farmacologico, le statine sono indicate sia nei pazienti sintomatici che asintomatici per il controllo dell'ipercolesterolemia. Nei casi in cui i livelli di colesterolo rimangano elevati, possono essere presi in considerazione anticorpi monoclonali. Nelle forme più avanzate della malattia, l'angioplastica degli arti inferiori può rendersi necessaria. La chiave di volta rimane sempre la diagnosi tempestiva, che consente di rallentare la progressione della malattia e di ridurre significativamente il rischio di complicanze gravi.
Questa patologia, spesso trascurata a causa della sua natura sfuggente, sottolinea l'importanza di una vigilanza costante, specialmente per chi presenta fattori di rischio come diabete o fumo. La prevenzione, unita a metodi diagnostici semplici e tempestivi, offre la migliore strategia per affrontare una condizione che, se non gestita, può seriamente compromettere la mobilità e la qualità della vita.