Il Festival di Cannes 2026 si appresta a vivere un'edizione storica con l'annuncio del nuovo Presidente di Giuria: Park Chan-wook, acclamato regista sudcoreano. Questa designazione non solo celebra il talento individuale di un cineasta visionario, ma rappresenta anche un significativo riconoscimento per l'intera cinematografia coreana, evidenziando il suo crescente impatto sulla scena globale. L'attesa è palpabile per la cerimonia di premiazione del 23 maggio, dove Park Chan-wook avrà l'onore di consegnare la prestigiosa Palma d'Oro, simbolo di eccellenza cinematografica.
La carriera di Park Chan-wook è costellata di successi e riconoscimenti, molti dei quali proprio a Cannes. Opere come Old Boy, Thirst e Decision to Leave hanno conquistato premi importanti, dimostrando la sua capacità di creare narrazioni complesse e visivamente sbalorditive. Il suo stile, spesso descritto come viscerale e sovversivo, esplora le profondità dell'animo umano, affrontando temi come l'ossessione, la vendetta e la moralità con una maestria inconfondibile. La sua presenza al timone della giuria promette una selezione audace e una valutazione attenta delle opere in concorso.
La nomina di Park Chan-wook si inserisce in un contesto di profonda e duratura relazione tra il Festival di Cannes e il cinema coreano. Negli ultimi decenni, registi e attori coreani hanno costantemente arricchito il panorama del festival, ottenendo riconoscimenti significativi. Dalla prima Palma d'Oro coreana vinta da Bong Joon-ho nel 2019 con Parasite, alla celebrazione di attori come Jeon Do-yeon e Song Kang-ho, il Festival ha sempre dimostrato una particolare attenzione e ammirazione per la creatività e l'innovazione che provengono dalla Corea del Sud. Questa nomina è un'ulteriore conferma di tale legame.
I film di Park Chan-wook si distinguono per la loro audacia stilistica e narrativa. Il regista è noto per la sua capacità di immergere il pubblico in mondi oscuri e inquietanti, attraverso storie che sono al tempo stesso terrificanti, esaltanti ed erotiche. Le sue pellicole, pur essendo formalmente impeccabili, non perdono mai di vista un messaggio sociale profondo e la volontà di catturare le molteplici sfumature degli impulsi umani. Il suo approccio al cinema è un connubio di rigore morale e bellezza estetica, influenzato da maestri come Hitchcock, Kurosawa, Bergman e Visconti, ma sempre con una voce distintiva.
Park Chan-wook stesso ha espresso grande entusiasmo per il suo ruolo, sottolineando l'importanza dell'esperienza collettiva della visione cinematografica. In un'epoca di divisioni, crede che l'atto di riunirsi in una sala buia per guardare un film, allineando respiri e battiti del cuore, sia un'espressione commovente e universale di solidarietà. La sua presidenza promette di essere non solo un tributo al suo genio, ma anche un momento di celebrazione per il cinema come forza unificante e ispiratrice.
Questa scelta sottolinea ancora una volta l'apertura e la lungimiranza del Festival di Cannes nel valorizzare il cinema internazionale e le sue diverse espressioni. La creatività e l'originalità del cinema coreano, incarnate perfettamente da Park Chan-wook, continueranno a lasciare un'impronta indelebile nella storia del festival e nell'immaginario collettivo degli amanti del cinema di tutto il mondo.