“Perfect Days”: L'Ode di Wim Wenders alla Bellezza Quotidiana Stasera su Rai 3

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Il film "Perfect Days" di Wim Wenders, in onda stasera su Rai 3 e RaiPlay, è un'opera cinematografica che invita lo spettatore a riscoprire la straordinaria bellezza celata nell'ordinario. Ispirato dal concetto giapponese di "komorebi", che evoca il gioco di luce e ombra creato dalle foglie, il film segue la vita di Hirayama, un addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo. Attraverso la sua routine meticolosa e la sua profonda sensibilità, Wenders costruisce un ritratto di quieta felicità e consapevole rinuncia, esplorando temi universali con delicatezza e intensità. Un omaggio al maestro Yasujirō Ozu e arricchito da una colonna sonora indimenticabile, "Perfect Days" è un'esperienza che sfida la percezione della normalità e incoraggia a cogliere l'unicità di ogni singolo giorno.

“Perfect Days”: Un Viaggio nella Semplice Grandezza Quotidiana

La sera del 3 aprile 2026, il pubblico italiano ha l'opportunità di immergersi nella profonda contemplazione offerta da "Perfect Days" di Wim Wenders, trasmesso su Rai 3 alle 21.20 e disponibile contemporaneamente in streaming su RaiPlay. Questa coproduzione nippo-tedesca del 2023, acclamata dalla critica con il Premio della Giuria Ecumenica e il riconoscimento per il Miglior Attore a Kōji Yakusho al Festival di Cannes, e candidata all'Oscar come Miglior Film Internazionale, si distingue per la sua capacità di trasformare la quotidianità in un'esperienza luminosa.

La narrazione segue Hirayama (interpretato da Kōji Yakusho), un uomo la cui vita è scandita da una routine impeccabile come addetto alle pulizie dei futuristici bagni pubblici di Shibuya, Tokyo. Ogni alba lo vede preparare con cura i suoi strumenti, scegliere una cassetta musicale d'epoca e intraprendere il suo giro. La sua giornata è un susseguirsi di gesti precisi, arricchiti dalla lettura di classici tascabili, dalla fotografia degli alberi e dalla sua preziosa collezione di musicassette.

Nonostante l'apparente immutabilità, la vita di Hirayama è punteggiata da incontri inattesi: una nipote in fuga, un collega esuberante, la proprietaria di un ristorante e un uomo misterioso con un passato complesso. Questi scambi svelano gradualmente la storia di Hirayama, rivelando una scelta consapevole di semplicità e una felicità costruita sulla sua vita interiore, lontana da ogni drammaticità.

La genesi del film è altrettanto affascinante. Wenders, nutrendo da tempo il desiderio di tornare a Tokyo, ha ricevuto una proposta per girare una serie di cortometraggi sui bagni pubblici della città. Il regista ha rilanciato con l'idea di un lungometraggio, convinto del potenziale narrativo di tale ambientazione. In soli 17 giorni, è nato un film che, pur mostrando apparentemente poco, racchiude un universo di significato. La figura di Hirayama, sviluppata con il co-sceneggiatore Takuma Takasaki, incarna una profonda trasformazione, un "komorebi" personale che lo ha guidato verso una vita radicalmente diversa.

Il film eleva i bagni pubblici, spesso considerati banali in Occidente, a "santuari di pace e dignità", come li descrive Wenders, sottolineando la connotazione spirituale del "servizio" nella cultura giapponese. Hirayama non è un personaggio da compatire, ma da ammirare, un esempio di dedizione e rispetto per il mondo circostante.

La colonna sonora è un elemento cardine, un vero e proprio personaggio. Le scelte musicali di Hirayama – Lou Reed, Nina Simone, The Velvet Underground, Otis Redding, Patti Smith, i Kinks, Van Morrison e i Rolling Stones – tracciano la sua biografia emotiva e spirituale. "Perfect Day" di Lou Reed dà il titolo all'opera, e "Feeling Good" di Nina Simone chiude il film con un'intensità rara.

"Perfect Days" è un dichiarato omaggio a Yasujirō Ozu, evidente nel formato 4:3, nella narrazione minimalista e nell'attenzione alla vita ordinaria. Persino il nome del protagonista, Hirayama, richiama personaggi ozuani. Wenders sottolinea come il cinema di Ozu, e ora il suo, trasmetta la sensazione che "ogni cosa e ogni persona sono uniche, che ogni momento accade una volta sola". Il film è un invito a rallentare, a guardare il "komorebi" anche nei giorni apparentemente uguali, perché, come si scopre nel silenzioso mondo di Hirayama, non esistono giorni uguali, ma solo giorni che non si è ancora imparato a osservare con la dovuta attenzione.

"Perfect Days" ci spinge a riflettere sulla nostra percezione del tempo e della felicità. In un mondo che celebra la velocità e l'eccezionalità, il film ci ricorda il valore inestimabile della lentezza, della routine consapevole e della capacità di trovare la meraviglia nelle piccole cose. È un promemoria che la vera ricchezza non risiede nell'accumulo, ma nella profondità dell'esperienza e nella nostra capacità di essere presenti in ogni singolo "giorno perfetto" che la vita ci offre.

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