Prada: La Complessità Femminile Ridisegnata nell'Autunno/Inverno 2026-2027

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La collezione Autunno/Inverno 2026-2027 di Prada redefine il concetto di femminilità, esplorando la complessità e l'evoluzione dell'identità attraverso un innovativo approccio al layering. Sotto la guida creativa di Miuccia Prada e Raf Simons, la sfilata si trasforma in un manifesto che celebra la natura dinamica e sfaccettata dell'essere donna.

La Moda Che Celebra la Donna in Continua Trasformazione

Il Concetto di Donna nella Visione di Prada

Una narrazione diffusa etichetta la complessità femminile come un difetto. Prada, al contrario, eleva questa complessità a virtù fondamentale. La casa di moda afferma che essere sfaccettate non è un problema, ma l'unica vera strada, trasformando quella che è considerata una debolezza in un punto di forza distintivo.

La Nascita di una Collezione Profonda

La collezione Autunno/Inverno 2026-2027 trae ispirazione da un'idea tanto semplice quanto profonda: la donna è un'entità in costante divenire, un processo in perenne evoluzione. L'affermazione di Simone de Beauvoir, "non si nasce donna, lo si diventa", viene arricchita da Miuccia Prada con l'insight che questo processo di trasformazione non ha mai fine. Questo concetto si traduce in un layering sofisticato degli abiti, dove la sartoria si fonde con raso ricamato e capi sportivi, offrendo una rappresentazione tangibile della verità complessa e spesso trascurata che ogni donna incarna.

L'Arte della Stratificazione: Storie e Emozioni Tessute

Miuccia Prada svela il significato intrinseco del layering, che va oltre la semplice sovrapposizione di tessuti. "Gli strati qui non sono solo strati di storia, ma anche di esistenze, di sentimenti, di emozioni", dichiara la stilista, rendendo esplicito ciò che spesso rimane inespresso. Con Raf Simons, Prada introduce una rottura sovversiva nel panorama della moda: invece di presentare numerosi look su altrettante modelle, la sfilata si concentra su 15 modelle, ognuna delle quali appare quattro volte, in un percorso di trasformazione e stratificazione. Questo permette di osservare l'evoluzione di ogni figura, che si manifesta in diverse identità senza la necessità di giustificazioni, diventando un personaggio complesso e indimenticabile, come già espresso da Virginia Woolf in "Orlando", dove l'io è una traiettoria, non un punto fisso.

Il Vissuto Inciso nei Materiali

I materiali della collezione, intenzionalmente invecchiati, sbiaditi e ricamati per evocare l'idea di essere stati "dimenticati in un cassetto", raccontano una storia di vissuto. La patina non è il residuo della bellezza, ma la sua essenza quando si libera dalla necessità di conformarsi. Miuccia sottolinea che "ci sono molti strati nella vita di una donna; ogni giorno richiede non solo abbigliamenti diversi, ma anche una pluralità di identità a cui attingere". Questa collezione non si limita a vestire un'identità singola, ma celebra l'impossibilità di averne una sola, riecheggiando le parole del poeta Walt Whitman: "Mi contraddico? Ebbene sì, contengo moltitudini".

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